︎︎︎TIPI
TIPI è una collana di piccoli cataloghi di fotografia, fondata da Giovanni Menna per la PIT Gallery. L’acronimo PIT sta qui per Plurale, Indipendente, Transculturale.
La PIT Gallery è parte del PIT Art & Music Center che mira alla promozione della musica, delle arti visive e dell’architettura, nel quadro di un progetto più ampio in cui le molte articolazioni della cultura “alta” e di quella popolare si confrontano e convivono in spazi di produzione artistica rivolti al territorio
︎︎︎Shoot–Shot–Shot
Terra dell’Osso
Indagine sull’Irpinia
Francesco Cito
€20,00
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Negli anni Cinquanta, Manlio Rossi Doria coniò la figura allegorica delle «terre dell’osso» per descrivere le aree appenniniche del Meridione, caratterizzate in massima parte da arretratezza economica e sociale, in contrapposizione alle «terre della polpa», le colline e le pianure dell’Italia più sviluppata e avanzata.
Francesco Cito riprende questa immagine per restituire, attraverso il suo sguardo, un’idea di “paesaggio possibile” in grado di esprimere gli aspetti sostanziali del passato di un luogo, ma anche una visione del suo futuro, suggerendo azioni di resistenza e orientando verso operazioni di resilienza. La sua rappresentazione è a tutti gli effetti un progetto, un modo di qualificare il territorio come bene comune da preservare e valorizzare immaginandone le infinite possibilità di sviluppo. Ed è proprio in questa visione che risiede la lezione di Cito.
ISBN 979-12-80884-34-3
2025
29,7 x 21 cm
48 pp.












Francesco Cito è stato insignito nel 2006 del titolo di “Maestro della fotografia italiana” dalla Federazione Italiana Associazioni Fotografiche, ed è stato definito da Ferdinando Scianna come «il più importante fotogiornalista italiano». Ha pubblicato in importanti riviste nazionali – da Epoca a L’Europeo, dall’Illustrazione Italiana al Venerdì di Repubblica, dal Il Sole 24 Ore, da Panorama a Sette del Corriere della Sera – che estere: The Indipendent, Figaro, Frankfurter Allgemeine, L’Express, Life, The Observer, Paris Match, Smithsonian, Stern, Sunday Times, Zeit e altre. Nel 1996 ha vinto il World Press Photo.
Nato a Napoli nel 1949, Cito ha esordito a Londra a metà anni ’70, prima seguendo i tour di molti musicisti rock, da Zappa a Santana, per il settimanale Radio Guide, poi come free-lance per periodici come Observer o The Sunday Times, che gli dedica la copertina per il servizio The Last Mattanza e, nel 1978, pubblica un suo reportage sul contrabbando di sigarette a Napoli effettuato a bordo dei motoscafi della camorra.
Il 1980 segna un punto di svolta importante della sua carriera: riesce a raggiungere l’Afghanistan appena occupata dall’esercito sovietico e si unisce a un reparto di guerriglieri mujahiddin: sue le immagini dei primi soldati dell’Armata Rossa caduti sotto i colpi della resistenza afgana. Seguiranno le missioni nei teatri di guerra del Medio Oriente, dove sarà ferito tre volte: è in Libano nel 1983 inviato per Epoca (unico a documentare la caduta del campo profughi di Beddawi, ultimo presidio di Arafat); è a Beirut per seguire la guerra civile; è a fianco delle comunità palestinesi in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, documentando sia la prima (1987-93) che la seconda (2000-05) Intifada. Nel 1990 è con il primo contingente di Marines per la Guerra del Golfo. Seguiranno i reportages dai Balcani sulle guerre innescate dalla fine della ex Jugoslavia e tornerà in Afghanistan per documentare la ritirata sovietica per il Venerdì di Repubblica e poi per Panorama.